Uno di nøi – 28 febbraio 2022 – Elfo Puccini Milano

“Chiedo scusa ai militanti nazionalisti per non aver ucciso più persone”

Anders Breivik

UNO DI NØI
28 febbraio 2022 ore 20.30
Teatro ELFO PUCCINI - Milano

dal libro di ÅSNE SEIERSTAD
adattamento e regia SERGIO FERRENTINO
musiche originali Gianluigi Carlone

con:
Claudio Moneta, Gabriele Calindri, Daniele Ornatelli, Renata Bertolas, Alessandro Castellucci, Maurizio Pellegrini, Dario Sansalone, Margherita Saltamacchia, Eleni Molos, Michela Atzeni, Marta Lucini

fonico: Davide Tavolato
assistente alla drammaturgia: Mario Mucciarelli
produzione: Caterina Mariani

SINOSSI

Il 22 luglio 2011 la Norvegia è stata martoriata da uno degli attacchi terroristici più terribili subiti da un paese occidentale. Settantasette le persone morte, centinaia i feriti. Terrorismo di matrice islamica, pensano tutti. Invece a uccidere è stato un uomo solo, bianco, norvegese, vicino all’estrema destra: si chiama Anders Breivik, e ha appena cambiato la storia norvegese e forse europea.

Il 23 aprile 2021 alle ore 21 in diretta dall’Auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare, Fonderia Mercury, con il radiodramma UNO DI NØI, ha raccontato quei fatti, a dieci anni dal massacro.
Nato come radiodramma in 10 puntate, scritto e diretto da Sergio Ferrentino per la Rete Due della RSI – Radio Svizzera Italiana, il radiodramma UNO DI NØI, è stato proposto, per la serata, nella sua versione live.

Il racconto ricostruisce la storia degli attentati di Anders Breivik strutturandosi attorno al nucleo pulsante del processo che lo vide, unico responsabile, al banco degli imputati.
Un processo che diventò anche un momento di riflessione della stessa società norvegese su se stessa e sulle proprie mancanze: Breivik non faceva parte di una cellula terroristica. Era lui stesso una cellula. Tumorale.

Note di regia

Nell’aula di tribunale il pubblico ministero fa ascoltare una telefonata.
Qui è la linea di emergenza della polizia.”
C’è una sparatoria in corso a Utøya», dice una ragazza respirando affannosamente. E’ nascosta nel bagno di un caffè. “Lui è qui.”
La ragazza alza il telefono in modo che l’operatore senta. Un grido. Poi un colpo di arma da fuoco. Poi un altro. Poi diversi, in successione. Sempre di più! Di più!
Dopo 3 minuti il pubblico ministero chiude la registrazione. Il tempo che è servito all’assassino, Anders Breivik, per sparare cinquanta colpi e uccidere tredici ragazzi e ragazze. Sono le 17,26. Non è che l’inizio.
In aula si sente un pianto, una sedia spostata, voci educate che si scusano.
La seduta è sospesa.
Utoya è una tragedia da ascoltare, in tutte le sfumature possibili
Dalle telefonate alla polizia ai disperati messaggi dei genitori, dai racconti ufficiali alle frasi sussurrate, dalle crisi di panico alle speranze ritrovate, dalle dichiarazioni processuali di Breivik ai referti psichiatrici. Un flusso ininterrotto di parole, silenzi, singhiozzi e paure.
Da quel flusso si possono intuire le laceranti sfumature del dolore che ha provocato il massacro di Utoya.
Il dolore fisico dei feriti, del genitore, di un amico, di una sorella, il dolore per le morti evitabili che forse è il dolore più atroce.
Dopo l’attentato, e durante il processo che ne è seguito, tutto il mondo ha iniziato a porsi delle domande. Come è potuto accadere? Perché è accaduto?  E chi è Anders Breivik?
Come scrive Åsne Seierstad: Uno di noi è la storia di un massacro, ma anche una riflessione sul male.
È una storia che parla di comunanza contrapposta a isolamento, di speranza contro rifiuto, di tolleranza verso fanatismo. Di amore contro odio.
Utoya ci aiuta a studiare il passato, osservare il presente, immaginare il futuro.

Sergio Ferrentino

Recensione

“Se qualcuno fosse interessato a capire cosa sia il bello, dovrebbe riascoltare il meraviglioso radiodramma di Sergio Ferrentino, Uno di noi, trasmesso il 23 aprile da Radio Popolare e da allora in podcast sul sito della Fonderia Mercury, che ha prodotto l’opera.
Non è facile, infatti, imbattersi in una forma altrettanto convincente e matura di ciò che la nostra contemporaneità può creare come bellezza. In questo racconto radiofonico, infatti, in questo originale incontro tra teatro, radio e narrazione partecipata e commossa, più ancora che recitata, possiamo sperimentare come anche il racconto di una storia così spaventosa e incredibile possa diventare un’esperienza memorabile e altamente formativa.
Senza mai perdere coscienza di sè e attraverso un montaggio complesso e brillantemente polifonico, il racconto ci mostra la realtà del dramma per come si crea e si distrugge nella concitazione, negli spari improvvisi, nei silenzi increduli; nelle telefonate senza risposta, nei ricordi, nelle accelerazioni.
Ferrentino racconta la strage dei ragazzi sull’isola di Utoya mantenendo un fortissimo senso dell’intollerabile grazie al quale, però, evita il vittimismo, i violini da radionovela, le filippiche contro i nazisti dell’Illinois (che tutti giustamente odiamo, peraltro). Questi effetti speciali del sentimentalismo, infatti, ostacolerebbero la forza del racconto, la sua estetica.
L’ascolto di UNO DI NOI ci ha emozionato, certo, ma solo perché prima ha fatto altro: ha raccontato in modo forte e potente, senza addossarsi al dramma, senza mescolarsi con la tragedia, ha detto cose serie e importanti e ci ha guidato, mostrandoci la realtà per quello che è. Solo dopo, solo dopo aver “capito”, sentiamo che tutto questo ci ha riempito di qualcosa di meraviglioso, universale ed etico, qualcosa che chiamiamo bello e che forse è qualcosa di ancor più importante”

Andrea Pedrazzini

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