E Johnny prese il fucile

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Durata: 73'

Adattamento e regia di Sergio Ferrentino

Dopo essere stato un romanzo nel 1938 e un film nel 1971, “E Johnny prese il fucile” di Trumbo si trasforma in radiodramma che viene allestito in teatro. Il radiodramma è stato coprodotto con RSI ed è stato trasmesso nel giugno 2014 dalla Rete Due. La versione teatrale ha debuttato al Festivaletteratura di Mantova a settembre ’14 ed è in tour nei festival e nei teatri, trasformati per l’occasione in studi di registrazione in cui tutti gli spettatori ascoltano in cuffia la diretta dell’allestimento. Sinossi Joe Bonham è un giovane americano che, insieme a milioni di connazionali, viene chiamato a combattere durante la Prima Guerra Mondiale. Nel conflitto viene colpito da una granata. Joe sopravvive. Joe pensa e i suoi pensieri sono la nostra storia. Ore, giorni, anni, scanditi dal battito del cuore, dal pulsare del cervello, dal sibilo del respiro, dal rimbombo dei passi di medici e infermiere. Dopo anni di isolamento psico-fisico Joe riesce a comunicare con il mondo esterno e a ricevere risposta. Joe è ancora in battaglia e dalla trincea grida il suo SOS di vita. Dalla prefazione di Goffredo Fofi al romanzo “E Johnny prese il fucile” di Dalton Trumbo (Tascabili Bompiani, III edizione, 2003) “Romanzo di pacifismo integrale, esso venne esaltato al suo apparire dalla destra, che non voleva che gli Usa entrassero in guerra contro Hitler, e diventò un libro “di culto” per la sinistra al tempo della guerra nel Vietnam. Trumbo ne trasse un film che diresse egli stesso nel 1971, esordendo nella regia all’età di 66 anni […] e che fu, per inciso, tra i prediletti di François Truffaut […]”. “L’incoscienza è fatta di sogni e ricordi, ma i sogni possono farsi facilmente incubi e la realtà, l’esperienza e il ricordo di una guerra ben concreta e la coscienza di una condizione che tocca il massimo orrore possibile di un’esistenza plurimutilata, è agghiacciante ed estrema, nella sua minuta possibilità residuale di viverla ancora, se quella è chiamabile vita”. “[…] il suo compito, il suo modo di tornare vivo: “Lui poteva parlare per i morti perché era uno di loro. Lui era il primo soldato fra tutti quelli morti dall’inizio dei tempi che avesse ancora una mente con la quale pensare”. “Il messaggio da diffondere nel mondo, tra i vivi, è che nulla vale la vita”.
Tratto dal romanzo di Dalton Trumbo Adattamento e regia: Sergio Ferrentino Musiche originali: Gianluigi Carlone Con: Sax Nicosia, Roberto Recchia, Eleni Molos Fonico: Davide Tavolato Assistente alla drammaturgia: Eleni Molos Assistente alla regia: Roberto Recchia Assistente di produzione: Luca Cancellara
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